Cedro dell’Himalaya

Ordine: Pinales

Famiglia: Pinaceae

Genere: Cedrus

Specie: C. deodara

MORFOLOGIA

Portamento e dimensioni: albero sempreverde che può raggiungere i 50 m di altezza con chioma di forma piramidale.

Corteccia: liscia e brunastra negli esemplari giovani, diventa grigio scura e si sfalda in placche negli esemplari adulti.

Foglie: aghiformi, non pungenti e persistenti sulla pianta per 6 anni. Sono spesso riunite in ciuffi di 30-40 unità. Di colore verde scuro.

Fiori: essendo una conifera non produce fiori veri e propri, ma microsporofilli maschili e macrosporofilli femminili raggruppati in strobili.  

Frutti e semi: strobili, detti anche coni o pigne, bruno-rossastri che maturano tra settembre e novembre dell’anno successivo.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

Pianta originaria del versante occidentale della catena dell’Himalaya, a quote tra 1.500 e 3.300 m. Fu introdotto in Europa agli inizi dell’800 a scopo ornamentale.

 

UTILIZZO

Il legno, piuttosto leggero, profumato e resistente agli attacchi di insetti lignicoli, trova impiego nelle costruzioni edili, per grandi sculture, falegnameria ed ebanisteria. Usato anche come pianta ornamentale.

 

CURIOSITA’

Il nome “deodara” deriva dal sanscrito devadar, che significa “albero degli dei”; tale nome deriva dalla connessione dell’albero con l’Himalaya, considerata montagna sacra.

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