Ciliegio selvatico

Ordine: Rosales

Famiglia: Rosaceae

Genere: Prunus

Specie: P. avium

MORFOLOGIA

Portamento e dimensioni: albero deciduo che raggiunge i 30 m di altezza, poco longevo e a crescita rapida. Ha chioma tondeggiante a maturità.

Corteccia: di colore rosso-bruna scura, tende a staccarsi in placche o strisce.

Foglie: semplici, alterne, a forma lanceolata, con margine dentato.

Fiori: fiori riuniti in corimbi, con petali di colore bianco. Per fruttificare ha bisogno di polline proveniente da altre piante della stessa specie.

Frutti e semi: drupe tonde, edibili, di colore rosso cupo.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

Pianta originaria dell’Europa, si trova spesso in associazione nei boschi misti di latifoglie con acero montano, olmo montano, rovere e faggio. È molto resistente alle basse temperature e predilige suoli fertili e ricchi di azoto e acqua.

 

UTILIZZO

Il legno è molto ricercato per mobili, ebanisteria, strumenti musicali e intarsi. Dalle ferite da gelo e da infezione fuoriesce spesso una resina gommosa usata in farmacia e come aroma per le gomme da masticare. Oltre che come fonte di nutrimento, viene coltivato anche a scopo ornamentale come albero da fiore.  

   

CURIOSITÀ

La specie è all’origine di diverse varietà coltivate per la produzione di ciliegie, dal Graffione bianco piemontese, al Durone nero di Vignola e la Ciliegia Ferrovia in Terra di Bari. Il ciliegio selvatico ha costituito fonte di nutrimento per gli umani per migliaia di anni: nòccioli sono stati trovati in depositi archeologici appartenenti a insediamenti dell’età del bronzo in varie zone europee.

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