Gelso bianco

Ordine: Rosales

Famiglia: Moraceae

Genere: Morus

Specie: M. alba

MORFOLOGIA

Portamento e dimensioni: albero deciduo alto massimo 10 m, poco longevo raggiungendo al massimo i 120 anni d’età. Ha grossi rami che formano una chioma globosa e allargata.

Corteccia: di colore brunastro e solcata longitudinalmente.

Foglie: semplici, alterne, con forma ovata e margine irregolarmente dentato. La pagina inferiore presenta dei piccoli ciuffi di pelo bianchicci.

Fiori: riuniti in amenti. I fiori di diverso sesso sono portati da piante separate.

Frutti e semi: piccole bacche carnose riunite in infiorescenze chiamate sorosi. Il colore vira dal bianco-giallognolo al rosa-violetto.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

Pianta originaria dell’Asia Minore, che va dal livello del mare fino a 800 m di quota. Predilige i terreni freschi e permeabili. Resiste discretamente al freddo.


UTILIZZO

Il gelso, introdotto in Europa nel XII secolo, ha avuto in passato importanza fondamentale per la produzione della seta, legata all’allevamento del baco (Bombyx mori). In Italia, paese ai vertici della produzione mondiale di seta insieme a Cina e Giappone, l’attività è durata fino agli anni ’60 del secolo scorso; è andata ad azzerarsi a causa della concorrenza da parte delle fibre sintetiche e della moria quasi completa dei bachi a causa del diffondersi di antiparassitari tossici usati in frutticoltura.

I frutti, ricchi di zuccheri e vitamine, sono commestibili allo stato fresco ma non vengono commercializzati per la loro estrema delicatezza e deteriorabilità.

 

CURIOSITÀ

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