Noce bianco

Ordine: Fagales

Famiglia: Juglandaceae

Genere: Juglans

Specie: J. regia

MORFOLOGIA

Portamento e dimensioni: albero deciduo alto fino a 25 m. Ha chioma ampia, globosa e densa.

Corteccia: scura e fessurata.

Foglie: composte da 5-9 elementi ellittico-lanceolati, a margine intero.

Fiori: maschili riuniti in amenti penduli di colore verde-bruno; femminili solitari o riuniti in gruppi di 2-5, di colore bianco-giallastro. I fiori maschili compaiono prima delle foglie.

Frutti e semi: drupe ovali o globose, solitarie o riunite in gruppi, di colore verde esternamente. All’interno presentano un guscio marrone leggermente solcato, che protegge il seme, detto anche gheriglio, suddiviso in quattro lobi.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

Pianta originaria dell’Asia, presente dalla pianura fino a 1.200 m di quota. Preferisce terreni freschi e profondi. Teme le temperature molto basse o il caldo eccessivo. Le radici producono un composto organico, chiamato juglone, che risulta tossico per altre specie di piante e non ne permette la crescita nei pressi dell’albero di noce.

 

UTILIZZO

Specie importante sia per il legno che per i frutti. Il legno è da sempre usato nella fabbricazione di mobili di pregio e di lusso. I frutti possono essere consumati direttamente o utilizzati per produrre il “vino di noci” e l’olio di noci. I maggiori produttori sono Cina, Stati Uniti e Iran.

 

CURIOSITÀ

L’albero del noce è legato a numerose leggende della mitologia nordica, greca e romana. In Grecia, in particolare, la pianta era legata al dio Dioniso e al mito di Caria. Si narra infatti che Dioniso si innamorò di una ragazza di nome Caria che ricambiò il sentimento verso il dio. Le sorelle della ragazza, Orfe e Lico, gelose di questo legame, furono punite da Dioniso e tramutate in rocce; ma Caria, venuta a sapere dell’accaduto, morì per il dolore. Allora il dio, perdutamente innamorato della ragazza, decise di rendere eterno il suo ricordo, trasformandola in un albero di noce, che potesse produrre frutti fecondi. Secondo il mito, fu poi Artemide ad informare i genitori delle tre ragazze della triste vicenda. Per celebrare proprio la dea e Caria, venne costruito un tempio, dedicato appunto ad Artemide Cariatide, con le colonne in legno di noce modellate con la forma di figure femminili, che vennero così chiamate “cariatidi”.

Famoso è anche il noce di Benevento, antico albero consacrato al dio germanico Odino intorno al quale si riuniva una comunità di Longobardi stanziati nei pressi della città. La celebrazione di riti pagani e religiosi ha dato vita a varie leggende riguardanti cerimonie e rituali magici officiati da streghe.

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